4) SI PUO’ PREVENIRE ?
Ci sono forti motivi per ritenere che l’uso di un’adeguata protezione degli occhi dai raggi solari può ridurre il l’incidenza di questa malattia. E ‘essenziale che i bambini della prima scuola materna e scuola elementare devono essere tenuti al riparo dal sole di mezzogiorno e se ciò non è possibile, essi devono indossare un cappello a larghe tese, essere in un passeggino con una tenda e indossare occhiali da sole adeguati.
5) QUALE E’ IL TRATTAMENTO ?
Molti pterigi al primo riscontro possono essere tenuti sotto osservazione senza intervenire .
I pazienti possono farlo abbastanza bene da soli, semplicemente guardandosi allo specchio. E’ utile per i pazienti con pterigio sottoporsi a un esame con il proprio oculista ogni anno o due per verificare che lo pterigio non è in crescita.
In alcuni casi, la chirurgia può essere il metodo appropriato per trattare questa condizione. Le principali ragioni che orientano verso la chirurgia sono per quei pazienti in cui i colliri antinfiammatori non danno sufficiente sollievo per l’irritazione cronica e l’arrossamento e nei pazienti in cui lo pterigio è grande abbastanza per essere un difetto estetico, o in pazienti nei quali la visione sia giá annebbiata per la presenza dello pterigio .
E’ ragionevole anche rimuovere lo pterigio in pazienti che non ne amano l’aspetto, non importa quale sia la dimensione del pterigio.
Non esiste un metodo perfetto di rimozione di uno pterigio. La principale complicanza della rimozione chirurgica è che lo pterigio può ripresentarsi e, talvolta, quando ricorre può essere più grande e più problematico rispetto a quello che è stato rimosso. Il rischio di recidiva varia secondo le relazioni scientifiche, ma è improbabile che sia sotto il 5 per cento e forse fino al 15 per cento. Se uno pterigio sta per ripetersi oltre il 95 per cento inizierà a ripresentarsi entro il primo anno. Ci sono almeno una dozzina di metodi di rimozione di uno pterigio ma un approccio conservativo suggerisce che è preferibile non utilizzare farmaci chemioterapici. Questi metodi hanno potenziali effetti collaterali a lungo termine pertanto bisogna usare estrema cautela.
La tecnica di maggior successo per prevenire una recidiva prevede la rimozione dello pterigio e il riempimento del difetto risultante sulla superficie dell’occhio con un pezzo di membrana (congiuntiva) prelevato da un altro luogo sulla superficie dell’occhio senza lasciare segno . Questo si chiama rimozione di pterigio con trapianto congiuntivale autologo.
Molti interventi di asportazione pterigio sono trattati come procedure banali e gestiti con gocce di anestetico con la sola semplice escissione, o con l’uso di sostanze chimiche durante o dopo l’intervento chirurgico che sono in grado di provocare gravi effetti collaterali. Purtroppo il tasso di recidiva dopo la semplice escissione può essere alto come 50 o 60%. L’aggiunta delle sostanze chimiche riduce il tasso di recidiva di 5-10%.
Una volta che uno pterigio ricorre, gli interventi successivi possono essere molto più problematici della rimozione iniziale.