10 Feb

CROSS-LINKING CORNEALE

1) Che cosa è il cross-linking corneale?

E’ una tecnica che combina i raggi Ultravioletti (UV-A) e la Riboflavina ( vitamina B2 ) per innescare una reazione chimica che comporta un irrigidimento della cornea , tramite un aumento dei legami del collagene, che è il tessuto che forma le lamelle di cui è costituita la cornea.

2) Quali patologie si trattano con il Cross-linking?

Si trattano le Ectasie Corneali, che sono un aumento anomalo e disomogeneo della curvatura corneale. Sono situazioni di sfiancamento della cornea e la più frequente è il Cheratocono, seguito dalla Degenerazione Marginale Pellucida e dalla Ectasia Post-Chirurgia Refrattiva.

3) A che età si può eseguire ?

L’indicazione è per pazienti dai 6 a 60 anni di età. Da tenere, tuttavia, presente che, per poter effettuare tale tecnica, ci sono dei limiti (ad esempio limiti morfologici: il cheratocono non deve essere troppo evoluto e lo spessore della cornea deve essere entro certi limiti di spessore).

4) Funziona e quale è l’effetto bisogna aspettarsi ?

Il grado di successo è di oltre il 90%: svariati studi hanno dimostrato che si riesce a bloccare l’evoluzione della malattia e, in molti casi, si verifica una diminuzione della curvatura della cornea.

5) Rispetto al trapianto di cornea ?

Diversamente  dal trapianto di cornea, il cross-linking corneale è una procedura meno invasiva, con una minore frequenza di complicazioni nel trattamento del cheratocono.

6) Il trattamento si esegue con le stesse modalità negli adulti e nei bambini?

C’ è una distinzione da fare fra 2 diverse popolazioni : 

Adulti: ha senso quando l’ectasia è progressiva, cioè tende a cambiare nel tempo come rilevato essenzialmente dall’esame della topografia, la tomografia corneale,  e l’esame della vista.

Bambini: la progressione del cheratocono nei bambini tende a essere molto rapida, e la patologia è in questo caso più aggressiva. La probabilità che il cheratocono sia progressivo è dell’88%. In altre parole, 9 bambini su 10 che mostrano cheratocono peggioreranno se non si interviene.

In questo caso è meglio passare direttamente al CXL nei bambini, piuttosto che attendere la progressione.

 

7) Che differenza c’è fra Epi-on o Epi-off?

Il primo passo del cross-linking Epi-off prevede l’asportazione dello strato più superficiale della cornea, l’epitelio, così da permettere alla Riboflavina (vitamina B2) di penetrare alla corretta profondità nel tessuto corneale. Se la Riboflavina arriva alla profondità stabilita il trattamento è più efficace. In sostanza non deve arrivare né troppo in profondità né troppo poco.

Generalmente, questa procedura è indicata per cornee fino a 400 microns di spessore, al di sotto di tale spessore si ritiene meno vantaggioso adottare la tecnica Epi-on.

Lo svantaggio di asportare l’epitelio deriva dal fastidio legato alla necessaria guarigione dell’epitelio che avviene in circa 4 giorni.  In questo primo periodo può presentarsi bruciore e fastidio che sono gestibili con la terapia che viene prescritta. Inoltre è necessario instillare collirio antibiotico per evitare l’insorgenza di infezioni, che sono state descritte in letteratura molto raramente.

L’idea di NON asportare l’epitelio, da qui il termine Epi-on,  deriva dall’evitare gli svantaggi appena descritti della rimozione epiteliale.

Con questa tecnica si è notato che tuttavia diminuisce anche il tasso di successo rispetto al 90% circa della tecnica Epi-off, e arriva al 60-70%. Questo perchè è molto importante anche la presenza di Ossigeno, oltre a quella di Riboflavina e Raggi UV, per un cross-linking più efficace.

Pertanto questa tecnica è riservata a casi specifici, tipo uno spessore corneale sotto i 400microns, mentre sopra tale condizione si procede con la tecnica classica Epi-off.

8) Il Cross-linking può essere ripetuto?           

In casi selezionati la risposta è SI. Ad esempio nei pochi casi in cui non ha avuto effetto, che è una percentuale minore al 10%. 

Generalmente la procedura non si ripete prima di 6 mesi, in quanto fino ad allora il precedente trattamento può ancora avere effetto.           

9) Quanto dura l’effetto del Cross-linking ?

Dipende il larga parte dall’età del paziente al primo trattamento di cross-linking. Più è giovane, maggiore è la possibilità di ripetere il trattamento nei 7-8 anni successivi.

In questo intervallo di tempo si è scoperto che la cornea si ricostruisce, e ciò significa che devono ricostituirsi anche i legami crociati (cross-links) che contribuiscono alla rigidità della cornea con cheratocono.

10) Che risultati apporta il Cross-linking in età pediatrica?

Le patologie ectasiche possono essere bloccate con un’alta percentuale di successo nei bambini e adolescenti come negli adulti.

Nei bambini e adolescenti spesso possiamo determinare il successo del trattamento dopo appena 3 mesi, mentre negli adulti solitamente si aspettano circa 6 mesi per valutare il successo del trattamento.

Spesso vediamo che i bambini reagiscono più decisamente e chiaramente rispetto agli adulti. 

La tecnica chirurgica nei bambini e adolescenti è esattamente la stessa che negli adulti. E’ possibile trattare bambini oltre i 9 anni di età in anestesia locale, dal momento che la procedura non è dolorosa. Per bambini più giovani di 9 anni, se necessario, si esegue l’intervento in anestesia generale.

 

Presso il Servizio Cornea dell’Ospedale San Giuseppe di Milano si eseguono di routine interventi di cross-linking anche in età pediatrica.

Saverio Vincenzo Luccarelli - MioDottore.it