09 Gen

IOL multifocali e progressive

Per vedere senza occhiali dopo la chirurgia della cataratta, sono lenti intraoculari che sostituiscono il cristallino opacizzato.
Venti anni fa, l’obiettivo principale di chirurgia della cataratta era la riabilitazione visiva, cioè tornare a vedere.
Oggi, la chirurgia della cataratta sta diventando anche una procedura di tipo refrattivo in grado di liberarci anche dagli occhiali, con un’eccellente sicurezza ed efficacia.
A questo scopo sono disponibili alcuni tipi di lenti multifocali, le diffrattive che consentono la messa a fuoco di 2 o più punti focali: la distanza, il vicino e intermedio.
Per l’impianto è necessario che l’occhio sia perfettamente sano, a parte la cataratta. La chirurgia deve essere perfetta per avere un risultato soddisfacente.
C’è un’altra classe chiamata la lente accomodativa, meno utilizzata per minore prevedibilità dei risultati.
C’è un nuovo tipo di IOL le EDOF (enhanced depth of focus) che sono di tipo progressivo, che vengono impiantate di routine dal dott. Luccarelli all’Ospedale San Giuseppe di Milano.

Il vantaggio è che la messa a fuoco è costante da 40cm a infinito e non ci sono i gap delle multifocali classiche e vengono molto ridotti alcuni effetti indesiderati delle IOL multifocali standard, come riflessi e aloni, dovuti alla competizione per l’attenzione dei due o 3 punti focali separati. Inoltre le EDOF correggono aberrazione sferica o aberrazione cromatica, aumentando la qualità dell’immagine. Infatti le anomalie o irregolarità del sistema ottico possono causare una visione non perfetta nonostante una perfetta chirurgia. Queste irregolarità causano aberrazioni del percorso della luce negli occhi. In questo caso si mira a ottenere un punto focale allungato, più correttamente una linea, e non due o 3 punti focali distinti. I modelli in commercio sono 2 : la Symfony della AMO e la MiniWell della SiFi. Symfony utilizza una variante sull’ottica diffrattiva ed è disponibile anche torica mentre Miniwell è una IOL ad aberrazione sferica controllata (unica IOL che sfrutta questa tecnologia, molto promettente, progetto italiano !) e per ora non esiste la variante torica .

Criteri di scelta del paziente

Impianto preferibilmente bilaterale
Pazienti di qualunque sesso ed età
Pazienti con cataratta o candidati all’intervento di RLE
Astigmatismo ≤ 0,75 D
Diametro pupillare mesopico fra 4 e 6 mm

Vantaggi della IOL
Visione continua da vicino a lontano
Estesa profondità di fuoco
Ottima qualità della visione
Assenza di aloni e glare
Rapido adattamento neurosensoriale
Indipendenza dall’angolo K
Sicurezza garantita dal sistema precaricato per mini incisione

01 Giu

Cornea Guttata o Distrofia Corneale di Fuchs

Può causare opacizzazione della cornea per accumulo di acqua da disfunzione delle cellule endoteliali della cornea.

La distrofia endoteliale di Fuchs è una malattia bilaterale, non infiammatoria caratterizzata dalla formazione di corpi di Hassall-Henle , note anche come guttae corneali, tra le cellule endoteliali corneali sulla membrana di Descemet. Poiché le cellule bilanciano lo stato di idratazione della cornea, viene compromessa la funzione di pompa delle cellule endoteliali e ne risulta una iperidratazione della cornea, che è indicato come ‘scompenso corneale’.

L’Ambulatorio Cornea dell’Ospedale San Giuseppe di Milano, è stato riconosciuto un Presidio della rete delle Malattie Rare della Lombardia per le Distrofie Corneali Ereditarie, fra cui la distrofia di Fuchs, per il contributo assistenziale di specializzazione in patologie corneali offerto dal dott.Luccarelli.

Cause In letteratura è stata descritta una ereditarietà come carattere autosomico dominante con maggiore prevalenza nelle donne. La distrofia di Fuchs più spesso si presenta nella quinta o sesta decade di vita, ma può essere vista anche in pazienti più giovani. Sintomi Ridotta acuità visiva a causa dell’edema corneale o interferenza ottica da corpi di Hassall-Henle. A volte, sensazione di corpo estraneo, irritazione, lacrimazione e sensibilità alla luce o fotofobia. Nelle fasi tardive, la formazione di vesciche sottoepiteliale può indurre dolore. Segni Alla microscopia speculare o confocale i Corpi di Hassall-Henle o la guttata sono visualizzabili come ‘buchi neri’ nel mosaico endoteliale.guttata confocal La densità delle cellule endoteliali è spesso diminuita e lo spessore stromale è anche notevolmente aumentato a causa dell’edema con perdita della trasparenza corneale. Formazione di bolle sottoepiteliali nei casi avanzati. Nei casi di lunga data si assiste alla formazione di cicatrici sottoepiteliale e stromali.

Terapia
Fino a poco tempo, la distrofia endoteliale di Fuchs veniva gestita con la cheratoplastica perforante, cioè il trapianto di tutta la cornea. Attualmente la tecnica di scelta è di tipo lamellare (cheratoplastica lamellare posteriore o DSAEK), con la sostituzione del solo strato endoteliale, che viene eseguito di routine dal dott.Luccarelli all’Ospedale San Giuseppe di Milano; tale procedura assicura un recupero funzionale molto più rapido rispetto ad una cheratoplastica perforante convenzionale e rischi intraoperatori decisamente ridotti.

Prognosi
La riabilitazione visiva può essere ottenuto con una prognosi eccellente a lungo termine. Tuttavia, sia la condizione oculare generale così come la durata della malattia stessa possono influenzare il risultato finale.

01 Giu

Cataratta

La cataratta è un’opacizzazione del cristallino , la lente interna dell’occhio, che si trova dietro la pupilla e separa la camera anteriore dell’occhio da quella posteriore, ha la forma di una lenticchia ed ha il compito di far convergere sulla retina i raggi luminosi. Deve essere perfettamente trasparente per consentire alla luce di raggiungere in modo appropriato la retina senza causare problemi alla vista. 
Le cause del difetto di “trasparenza” del cristallino, che determina la cataratta, possono essere molteplici: invecchiamento, traumi oculari, malattie e alterazioni oculari e sistemiche, difetti ereditari o congeniti.
Il normale processo d’invecchiamento, infatti, può causare l’indurimento del cristallino e la sua opacizzazione. Questo tipo di cataratta è a cataratta senile ed è il tipo più comune. In altri casi l’opacità del cristallino può essere causata da stati infettivi o infiammatori che si verificano durante la gestazione e che colpiscono il nascituro. Questo tipo di cataratta è chiamata cataratta congenita.
I traumi oculari – traumi perforanti oculari, ferite, calore intenso o traumi chimici – possono danneggiare la lente e determinare l’insorgenza di una cataratta traumatica. Anche alcuni farmaci, tra cui i cortisonici, o malattie oculari e sistemiche come il diabete possono favorire l’opacizzazione del cristallino e causare cataratta. La cataratta è in ogni caso una condizione non reversibile che può, a seconda dei casi, rimanere stazionaria o evolvere nel tempo.

Sintomi
I sintomi più comuni sono la visione annebbiata o sfocata, fastidio alla visione di luci intense, visione sdoppiata e la necessità di cambiare frequentemente la prescrizione degli occhiali. Questa sintomatologia è peraltro associata ad altre patologie oculari, perciò è consigliato sottoporsi a una visita oculistica per accertarne la causa. La cataratta in fase iniziale non provoca solitamente alcun sintomo e si sviluppa lentamente, talora alcuni anni, cosicché la perdita visiva è di solito graduale, non improvvisa. Alcuni pazienti notano un miglioramento della visione da vicino tale da poter fare a meno degli occhiali

Diagnosi
La cataratta viene diagnosticata con l’ausilio di strumenti specifici, pertanto in caso di un offuscamento della visione o altri sintomi è opportuno rivolgersi tempestivamente al proprio oculista per effettuare una visita oftalmologica completa. L’oculista esaminerà l’occhio per determinare il tipo, le dimensioni e la sede dell’opacità del cristallino. La parte posteriore dell’occhio potrà inoltre essere esaminata con un oftalmoscopio per valutare se ci sono altre alterazioni oculari che possano contribuire alla riduzione del visus.

Terapia
Ad oggi non è stata dimostrata l’efficacia di farmaci (colliri, compresse) per la cura della cataratta. Pertanto l’unico trattamento efficace è l’intervento chirurgico, che è indicato nell’adulto in condizioni di significativa riduzione visiva.
Attraverso le tecniche di microchirurgia della cataratta è possibile inoltre correggere difetti di rifrazione preesistente (miopia, ipermetropia e astigmatismo), così da ottenere una buona visione per lontano, o alternativamente da vicino, senza l’uso di occhiali. Per questi interventi, se il tipo di cataratta e le condizioni del paziente lo consentono, viene utilizzata l’anestesia topica con ripetute somministrazioni di collirio anestetico. Se l’anestesia topica non è eseguibile, si può praticare l’anestesia locale con una o due punture in vicinanza dell’occhio. In casi pressoché eccezionali si ricorre all’anestesia generale.

02 Set

Chirurgia della cataratta

Intervento di Cataratta

FACOEMULSIFICAZIONE CON IMPIANTO DI LENTE INTRAOCULARE

Viene adottata nella maggioranza dei casi. Attraverso un’incisione corneale di soli 2,75 millimetri si accede alla parte anteriore dell’occhio con una sottile sonda che vibrando mediante gli ultrasuoni frantuma (facoemulsificazione) e aspira il cristallino catarattoso. Quindi si inserisce una lente artificiale nella sede del cristallino opacizzato. Il cristallino artificiale è quasi sempre pieghevole così da non dover ampliare ulteriormente il taglio. L’incisione corneale è autochiudente perciò non vengono applicati punti di sutura, ma qualora fosse necessario viene apposto un punto che si asporta dopo circa 1 mese. L’intervento, solitamente, dura 10 – 15 minuti.
MICS (Micro Incision Cataract Surgery cioè Chirurgia della Cataratta con Micro Incisione)

E’ una tecnica analoga a quella descritta precedentemente descritta con la differenza che l’incisione ha un’ampiezza ridotta a 1,8 millimetri, quasi la metà della facoemulsificazione convenzionale. Ciò consente di ridurre fortemente il trauma sull’occhio e accelerare i tempi di guarigione col risultato di riacquistare una visione soddisfacente senza fastidio già 24-48 ore dopo l’intervento.
Attraverso le tecniche di microchirurgia della cataratta è possibile inoltre correggere difetti di rifrazione preesistente (miopia, ipermetropia e astigmatismo) , così da ottenere una buona visione per lontano, o alternativamente da vicino, senza l’uso di occhiali. Per questi interventi, se il tipo di cataratta e le condizioni del paziente lo consentono, viene utilizzata l’anestesia topica con ripetute somministrazioni di collirio anestetico. Se l’anestesia topica non è eseguibile, si può praticare l’anestesia locale con una o due punture in vicinanza dell’occhio. In casi pressoché eccezionali si ricorre all’anestesia generale.

 

CATARATTA CON LASER A FEMTOSECONDI

Il laser a Femtosecondi è ora in grado di eseguire buona parte delle fasi più delicate dell’intervento di cataratta:
le incisioni corneali di accesso (principali e secondiarie),
l’apertura della porzione anteriore della capsula del cristallino (la via di accesso alla membrana che contiene il cristallino e in cui si inserisce la lente intraoculare)
la frammentazione del cristallino, che ne lo prepara all’aspirazione al di fuori della capsula e al successivo inserimento di lente intraoculare

Il laser a femtosecondi consente di standardizzare le sopracitate procedure rendendole indipendenti dalla manualità del chirurgo, perciò più riproducibili e precise.
Grazie al laser l’intervento di cataratta viene eseguito senza l’uso di lame, in quanto tutti i tagli sono eseguiti dal fascio femtolaser.


ESTRAZIONE EXTRACAPSULARE E IMPIANTO DI LENTE INTRAOCULARE

Viene adottata raramente, ovvero quando è presente una cataratta avanzata. Attraverso un taglio lungo il bordo della cornea di ampiezza da 6 a 12 mm, si apre la capsula anteriore del cristallino da cui si estrae la parte centrale del cristallino e, là dove stava la lente naturale, si inserisce il cristallino artificiale. Si procede chiudendo l’incisione con una sutura di nylon 10/0 che è la più sottile.

Accorgimenti post-operatori

– Non sfregare o comprimere l’occhio appena operato.
– Non sdraiarsi sul lato dell’occhio appena operato.
– Assumere i medicamenti oftalmici secondo prescrizione.
– E’ possibile guidare l’automobile se il test della vista eseguito dall’oculista lo consente.
– Evitare sforzi fisici impegnativi.
– La pratica del nuoto e la sauna sono possibili dopo circa 10 giorni.
– Indossare occhiali da sole per evitare l’ipersensibilità alla luce e alle correnti d’aria.

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